| La carriera militare |
Agostino
Straulino entra nella Regia Accademia Navale di Livorno, come Allievo
Ufficiale di complemento, nell'ottobre del 1934 ed un anno dopo gli
fu conferito il grado di Guardiamarina. E' trasferito in servizio
permanente effettivo nel mese di ottobre del 1940. Onorificenze
Militari |
Straulino
e la Marina
A dare un'idea di quale sia il legame tra l'ammiraglio Tino Straulino il piu' grande campione di sempre della vela italiana e la Marina, e' stato il vecchio, indomabile "Comandante". Gli ha chiesto un giornalista nel giorno del suo ottantesimo compleanno: "Vuole essere festeggiato e ricordato come grande campione o come Ufficiale di Marina?". "Ufficiale di Marina" ha risposto senza indugio.
Sono
proprio gli episodi salienti della sua vita a dare spessore e significato
a questa affermazione. Se e' vero che non tutti gli ufficiali possono essere
dei campioni (e viceversa) e' anche vero che queste caratteristiche sono inscindibili
nella figura davvero leggendaria di Tino Straulino. "Mio padre diceva
sempre che un uomo di mare non si trovera' mai a disagio nella vita, anche
se decidesse di cambiare mestiere", ama ricordare. Ed il mare, in effetti,
non e' mai uscito dalla sua vita, ne' poteva uscire la Marina alla quale lo
legano ricordi indimenticabili.
Gli chiede il cronista: "Quando comandava la nave scuola Amerigo Vespucci
si parlo' molto della volta che usci' dal porto di Taranto, attraverso il
famoso ponte girevole, manovrando a vela". E lui si schernisce: "Si,
bella manovra. Condizioni favorevoli ed un ottimo equipaggio".
Ma poi finalmente concede qualcosa: "La vera impresa con la Vespucci
la compimmo a Porthsmouth. Dovevamo ormeggiare tra un incrociatore ed una
portaerei. Venne a bordo il pilota del porto per assisterci come d'uso. Noi
rifiutammo i rimorchiatori, il pilota svenne dalla paura perche' si riteneva
responsabile del disastro che egli a quel punto riteneva certo.
Ormeggiammo perfettamente.
Alla partenza chiesi come sempre a che ora avrei avuto disponibile il pilota
per l'uscita dal porto. Il comandante mi disse: "Oh, andate pure, non
avete bisogno del pilota". Straulino ne parla come "una piccola
rivincita" della beffa dell'Olimpiade 1948 sulle acque inglesi. La racconta
cosi': "Fui squalificato due volte, un nostro reclamo venne respinto
dalla giuria con un commento sprezzante: Avete perso la guerra, non vorrete
vincere le Olimpiadi! Eppure a pochi metri dal traguardo dell'ultima regata
ero ancora medaglia d'oro: disalberai e finii quinto".
Di Straulino si ricorda il carisma, ma anche la grande severita'. All'amico
che gli ricorda, con una punta di malizia, che in fondo era uno che "sfruttava"
in pieno l'equipaggio, il "Comandante" risponde: "Diciamo che
impegnavo il mio prodiere. D'altra parte su una barca puo' comandare uno solo".
E poi ricordi di guerra: "Ero nel Nuotatori Gamma che facevano parte della X Mas. Il nostro compito era quello di attaccare con mine magnetiche le navi alla fonda. Significava, cioe', danneggiare materiale nemico senza pericolo per gli uomini. Un principio condivisibile. Non avrei tollerato la guerra all'uomo. Vissi l'esperienza piu' emozionante ad Algesiras, quando andammo in Spagna, in mezzo a spie di ogni Paese che convivevano nelle varie bettole, per una spedizione a Gibilterra. Stavamo in acqua anche 8 ore, con autorespiratori dalla scarsa autonomia portando con noi le "cimici" da piazzare sotto la chiglia delle navi, giocando una sorta di nascondino notturno con le motovedette inglesi di pattuglia. Una volta non fui lesto ad immergermi e un'elica mi taglio' un piede. Cosa da poco, comunque, rispetto all'ultima parte della guerra: partigiano coatto con gli jugoslavi, piu' volte in fuga, prigioniero dei tedeschi, lasciato andare perche' un loro ufficiale era stato mio rivale a Kiel, ripreso dagli ustascia, imprigionato e picchiato sino a lasciarmi piu' morto che vivo".
Tratto dal libro "Amerigo Vespucci - La prima crociera" collana i Coralli


<Star ormeggiate presso la Regia Accademia Navale di Livorno (1939).